Il Polo Culturale

Il Polo culturale della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi è insito in un complesso architettonico originariamente adibito a “Collegio dei Gesuiti” edificato nel XVII secolo e ampliato tra il XIX e XX secolo.

L'Archivio

L’Archivio della Curia vescovile di Molfetta fu istituito nel 1974, su disposizione di mons. Settimio Todisco, e trovò sistemazione nel salone dell’episcopio. Oltre l’archivio della Curia e gli archivi storici del Capitolo Cattedrale e del Seminario Vescovile, numerosi altri archivi ecclesiastici sono confluiti nel tempo dandogli il carattere di archivio storico centrale della Diocesi, distinto dagli archivi diocesani di Ruvo, di Giovinazzo e di Terlizzi.

Consta di circa 2.500 unità archivistiche ed è dotato di una linea editoriale propria denominata “Quaderni dell’Archivio Diocesano” e cura il Bollettino Diocesano “Luce e Vita Documentazione”.

La Biblioteca

La Biblioteca del Seminario Vescovile fu istituita negli anni 20 del secolo XIX dal Vescovo Mons. Filippo Giudice Caracciolo con l’attiva collaborazione dello scienziato illuminista molfettese, Arciprete Giuseppe Maria Giovene. Costituita inizialmente dai fondi librari dell’ex Collegio dei Gesuiti e dell’ex Studio dei Domenicani, fu arricchita dalle donazioni dello stesso Giovene e di Mons. Caracciolo, nonché dall’apporto dell’Abate Vito Fornari. Tra il 1837 e il 1844 fu eretta, a ridosso della fabbrica del Seminario, l’attuale sede, dotata di un’ampia sala di lettura, intorno alle cui pareti fu realizzata una imponente scaffalatura in legno dall’ebanista terlizzese, Filippo Giacomantonio su progetto dell’architetto giovinazzese, G. Mastropasqua. Dal 1890 al 1891 il pittore molfettese, Michele Romano, ornò la volta con tempere illustranti le grandi epoche storiche della civiltà occidentale e i loro principali protagonisti. Il patrimonio librario della Biblioteca è stato incrementato da lasciti provenienti da ecclesiastici e laici, tra i quali notevoli quelli dei Vescovi Achille Salvucci e Antonio Bello sino a contare circa 65 mila opere, compresi manoscritti incunaboli e cinquecentine.

Il Museo

Il Museo Diocesano, istituito nel 1978, situato inizialmente al piano terra del Seminario Vescovile, è ubicato a partire dal 2010 all’interno del Polo. Il Museo Diocesano, espone al suo interno una ricca collezione di disegni, paramenti, dipinti e sculture rinvenienti da diverse donazioni tra cui quelle della collezione Piepoli-Spadavecchia o di artisti contemporanei, nonché diversi depositi di opere di proprietà di enti ecclesiastici differenti dalla Fondazione.

Il Museo Diocesano si articola in otto sezioni: Sala archeologica, Galleria dei Paramenti liturgici, Lapidarium, Sala della Statuaria della Settimana Santa, Sala della Scultura devozionale, Pinacoteca antica e moderna, Sala del Tesoro e Galleria dell’Arte Contemporanea. Il Museo Diocesano ospita inoltre la Deposizione di Giulio Cozzoli, pregevole gruppo bronzeo posto all’ingresso della struttura.